Non è il sud degli Stati Uniti: è la provincia di Torino. E questa volta l’apocalisse zombie è proprio sotto casa sua.

I furti in appartamento. La crisi economica. La scarsa affidabilità dei conti bancari. E ora anche una nuova epidemia: lui ribatte colpo su colpo, cercando di proteggere sé stesso e la sua famiglia come può. Ormai vive dentro un bunker, ha armi e provviste per resistere anche a lungo. Lo definirebbero un fanatico, forse anche uno psicopatico. Ma quando viene il momento, quando la nuova epidemia si rivela qualcosa di molto più grave di quanto si pensasse, lui è l’unico davvero pronto. E anche così vede i sorci verdi. Perché sembra facile quando l’apocalisse zombie la vedi in un film, nelle grandi pianure degli Stati Uniti. Ma quando ce l’hai in casa, alla periferia di Torino, ti accorgi che sono mille le cose che possono andare storte.
Sono trascorsi sei anni e con gli zombie si può convivere, sono tutti gli altri sopravvissuti il vero pericolo.

Domenico, suo figlio Sebastiano e la moglie Lucrezia, sopravvissuti alla pandemia di H5N1v2, la mutazione del virus dell’aviaria che ha dato il via all’apocalisse zombie, e scampati per il rotto della cuffia a orde di non-morti famelici, sono riusciti a restare in vita fino a oggi. L’isolamento della famiglia è interrotto da un’automobile che si schianta contro una cabina elettrica. All’interno una giovane donna in travaglio sta dando alla luce suo figlio. Appena il bimbo è nato la madre taglia tre pezzi di cordone ombelicale e chiede a Domenico di consegnarli al distretto militare di Torino. Ottenuto ciò che voleva la donna estrae una pistola, uccide il neonato e si spara. Domenico e la sua famiglia sono pronti a rischiare tutto per portare a termine la missione addentrandosi nel pericoloso territorio della città morta, Torino?
Sopravvivere è facile. Vivere dopo è l’inferno. L’attesa conclusione della trilogia sugli zombie a Torino.

Quando il mondo è crollato, Domenico era pronto. O almeno così credeva. Sette anni dopo l’apocalisse zombie che ha cancellato Torino e ogni certezza, Domenico sopravvive tra le rovine, divorato dal dolore e da una promessa non mantenuta. Ha perso tutto: la moglie, la normalità, l’illusione che basti barricarsi per restare umani. Gli resta solo Sebastiano, il figlio arruolato in un esercito allo sbando, scomparso oltre le linee del caos. Mentre la fame morde, il freddo paralizza e i morti camminano, Domenico è costretto a rimettersi in marcia, attraversando una città spettrale dove il pericolo non ha più un volto solo. Ad accompagnarlo c’è Elias, una presenza ambigua, forse reale, forse il riflesso di una mente spezzata, che lo costringe a confrontarsi con ciò che ha perso e con ciò che è diventato.

